Mar 20
PAROLE DEL SANTO PAPA FRANCESCO (Jn 7,1-2.10.25-30)
La prima Lettura è quasi una cronaca prima (anticipata) di quello che accadrà a Gesù. (…) È una profezia, proprio, di quello che è accaduto. E i Giudei cercavano di ucciderlo, dice il Vangelo. Allora, cercavano anche di arrestarlo – ci dice il Vangelo – “ma nessuno riuscì a mettere le mani su di Lui, perché non era ancora giunta la sua ora” (Gv. 7,30). (…) E questa non è una semplice odiosità, non c'è un piano di azione - cattivo certamente - di un partito contro l'altro. Questa è una altra cosa. Questo si chiama accanimento (…) e cosa si fa, nel momento dell’accanimento? Si fanno soltanto due cose, si possono fare soltanto due cose: discutere con questa gente non è possibile perché hanno le proprie idee, idee fisse, idee che il diavolo ha seminato nel [loro] cuore. Abbiamo sentito qual è il piano di azione loro. Cosa si può fare? Quello che ha fatto Gesù: tacere. (…) È il silenzio del giusto davanti all’accanimento. E questo è valido anche per – chiamiamoli così – i piccoli accanimenti quotidiani (…): stare zitto. Silenzio. E subire e tollerare l’accanimento del chiacchiericcio. (Francesco - Omelia Santa Marta, 27 marzo 2020)